Il peggior tuffo della storia delle Olimpiadi?

[di Chirag D. Shah]

Certo, chi scrive qui non è certo un tuffatore provetto. In piscina ci va prendendo la scaletta, al massimo un normalissimo tuffo a pesce o a candela, col timore che l’acqua sia troppo fredda o sia passato troppo poco tempo dopo pranzo per fare il bagno.

E non vogliamo certo giudicare, ma semplicemente mostrare quello che di sicuro è stato il peggior tuffo di queste Olimpiadi di Londra 2012: quello del tedesco Stephan Feck, che nelle eliminatorie dal trampolino dei 3 metri, qualche giorno fa ha – come dire – leggermente sbagliato l’entrata in acqua.

Il risultato di questo tuffo tremendo, che potete vedere nel video, è stato un punteggio pari a zero. La presa delle gambe è sbagliata fin dall’inizio, la rotazione pessima, e il risultato finale è un tuffo di schiena, orribile a vedersi e credo anche molto doloroso. Nessuno nella giuria se l’è sentita di dare un punteggio più alto per questo tuffo che, sinceramente, non ci si aspetterebbe di vedere alle Olimpiadi. Ma come dice il motto, in queste e molte altre occasioni: “L’importante è partecipare” (cercando però di evitare figuracce).

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Olimpiadi 2012: i primi scandali (saranno anche gli ultimi?)

Pssst… l’ho letto su Twitter!

[di clotho98]

Dalle manipolazioni genetiche alle stoccate su Twitter, le Olimpiadi 2012 sembrano la fiera della scienza e della fantascienza. Altro che scandali olimpici!

Nel nuoto, Filippo Magnini abbandona Twitter dando ai suoi utenti degli “imbecilli criticoni”, mentre la cinese Ye Shiwen batte ogni record – a soli sedici anni! – facendo scattare automaticamente le accuse di doping. Non se ne trova traccia? Non importa, chi ci dice che non sia stata geneticamente manipolata?

Il tuffatore inglese Tom Daley, invece, è stato bersaglio di insulti – alcuni di stampo omofobico – sempre su Twitter. Un calciatore del Galles, Daniel Thomas, sembra essere il colpevole, e avrebbe approfittato del telefono incustodito dell’argento nel trampolino sincronizzato.

Cina, Sud Corea, Indonesia: cos’hanno in comune? Con uno scandalo hanno portato sotto i riflettori il badminton: errori sotto gli occhi di tutti pur di “sistemare” il tabellone dei quarti di finale nel modo più favorevole per le cinesi. O almeno così sembra. Non lo sapremo mai, forse, visto che tutte le atlete sono state squalificate.
Chissà cosa succederà nei prossimi giorni?

Le Olimpiadi 2012 in rete: Twitter

[di Joe Wolf]

Le Olimpiadi 2012. Manca un giorno alla cerimonia d’apertura, ma quanti di noi saranno a Londra a seguirle in diretta? Se non avete voglia di piazzarvi davanti al televisore, ma volete essere sempre informati, in tempo reale, su tutto quello che succederà in questa maratona olimpica, un buon modo per approfittare della rete è seguirle sui social network. E cosa è più immediato di Twitter?

I tweet degli atleti – almeno, quelli degli azzurri – saranno “censurati”, come abbiamo già visto. Ma ciò non impedisce loro di condividere emozioni e tanto altro. Ci sono Marco Orsi e Mirco Di Tora che twittano tra una vasca e l’altra, le schermitrici Mara Navarria e Rossella Flamingo, il canottiere Rossano Galtarossa e il judoka Elio Verde, solo per citarne alcuni.

Notizie e immagini ANSA si possono trovare qui, nello stream appositamente attrezzato per l’occasione. Sky Sport ha invece lanciato l’hashtag #SkyOlimpiadi, per permettere agli altri utenti di commentare e conversare in modo totalmente 2.0.

Se non vi lasciate spaventare dall’inglese, NBC ha stretto un accordo con Twitter per assicurarsi il primato: trovato il suo stream qui. E c’è anche il canale ufficiale di Londra 2012 – come poteva mancare?

E intanto, Twitter miete le prime vittime. Voula Paraskevi Papachristou, impegnata nel salto in lungo e nel triplo salto con la nazionale greca, è stata rispedita a casa per un tweet particolarmente razzista. Cambiano i tempi, cambiano anche gli scandali.

Atene 2004: come la Cina perse l’oro

Un gentiluomo sa sempre come tuffarsi

La concentrazione è importante, alle Olimpiadi. E c’è chi usa armi di… distrazione di massa. Un consiglio: fate molta attenzione ai greci in tutù. Con ogni probabilità i cinesi avrebbero vinto un’altra medaglia d’oro nei tuffi ad Atene 2004, quando nella gara di sincronizzato Bo Peng e Kenan Wang arrivarono alla serie finale in netto vantaggio sui loro rivali. Prima del loro ultimo tuffo uno spettatore uscì di corsa dalle tribune, salì sul trampolino e si tolse i vestiti restando solo con un tutù.

Dopo un paio di minuti di comiche e sceneggiate si tuffò in piscina e fu quindi arrestato. L’arena si placò, ma gli scombussolati cinesi segnarono uno zero nel loro ultimo tuffo consegnando così ai greci la medaglia d’oro.

Ne succedono ogni quattro anni. Cosa ci aspetterà, in queste Olimpiadi 2012? Riguardiamoci la scena, per poter riconoscere il disturbatore, nel caso in cui si ripresentasse.

La storia di Knud Enemark Jensen

La storia del doping è lunga quanto quella dello sport agonistico e, probabilmente, è altrettanto lunga la lista delle vittime di pratiche volte a migliorare le proprie performance: a vincere.
Knud Enemark Jensen potrebbe essere un nome tra i tanti, in questa lista, se non fosse per le circostanze della sua morte, avvenuta durante le Olimpiadi di Roma nel 1960.

Era il 26 agosto e la temperatura si aggirava intorno ai quaranta gradi: un colpo di calore, hanno pensato tutti quando Jensen ha iniziato a stare male, a circa venti chilometri dal traguardo.
I compagni cercarono di sorreggerlo per aiutarlo ad arrivare fino in fondo, per ben dieci chilometri.
Rimasto solo, cadde – apparentemente a causa di una insolazione – fratturandosi il cranio: così riporta l’autopsia, che non fa però parola delle sostanze dopanti trovate nel corpo del giovanissimo ciclista.

La sua morte spinse il Comitato Olimpico a istituire una commissione medica apposita in occasione delle Olimpiadi invernali del 1968 a Grenoble e ai Giochi estivi di Città del Messico, nello stesso anno.

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