Taekwondo: l’arte dei pugni e dei calci in volo

[di Korea.net]

Fu solo nel 2000 che il taekwondo fece il suo debutto olimpico ufficiale. I sud-coreani vinsero tre degli otto ori in palio a Sydney, ma la varietà dei paesi di provenienza delle altre cinque medaglie d’oro (Stati Uniti, Grecia, Cuba, Australia e Cina) fu altrettanto impressionante.

Quattro anni dopo, ad Atene, China e Taiwan eguagliarono gli ori della Corea del Sud, con due titoli ciascuna. I sud-coreani tornarono a dominare il medagliere a Pechino, vincendo la metà dei titoli in palio, ma il principale argomento di discussione fu il cubano Ángel Matos, già medaglia d’oro dei pesi medi a Sydney, che sferrò un calcio in faccia all’arbitro dopo avere subito una squalifica per aver superato un limite di tempo. Matos venne squalificato a vita; Fidel Castro espresse all’atleta la sua «totale solidarietà».

Ai Giochi di Pechino l’Italia conquistò la sua prima e sinora unica medaglia nel taekwondo, l’argento di Mauro Sarmiento nella categoria fino a 80 kg.

Voglia di film e popcorn? Puoi cercare di capire qualcosa di più sul Taekwondo guardando “I migliori” oppure “The Enemy“.
Oppure puoi provare direttamente l’esperienza grazie a questo gioco.

In attesa di ciò che accadrà durante le Olimpiadi 2012, qui sotto, invece: Matos all’opera!

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