L’ultimo tedoforo

Quale che sia il metodo, l’accensione del braciere è un momento topico della cerimonia. Nel corso degli anni, i criteri utilizzati per decidere chi dovesse essere l’ultimo tedoforo sono cambiati sensibilmente. A Roma 1960 la fiamma fu accesa da Giancarlo Peris, che conquistò quell’onore vincendo una corsa campestre per ragazzi. La maestra di scuola Kim Won-Tak fu una dei tre tedofori ad accendere la fiamma a Seul 1988; aveva vinto una maratona. A Tokyo 1964 fu scelto Yoshinori Sakai, in quanto era nato il giorno in cui era esplosa la bomba di Hiroshima. Montreal 1976 optò per due tedofori adolescenti in rappresentanza del Canada francofono e di quello anglofono; una scelta simbolica che non passò inosservata tra i primi nativi Canadesi. Scelte ovvie sono state quelle di grandi campioni olimpici come Paavo Nurmi a Helsinki 1952. La scelta dell’atleta aborigena australiana Cathy Freeman a Sydney 2000 e di Mohammed Ali ad Atlanta 1996 sono stati altrettanti riconoscimenti nei confronti delle etnie e delle identità nazionali dei paesi ospitanti.

In attesa di sapere chi sarà l’ultimo tedoforo di queste Olimpiadi 2012, i momenti più belli, raccolti in un unico video:

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Tutte le Olimpiadi in un’app

[foto di Martin Deutsch]

A Londra con l’iPhone a portata di mano. Impossibile perdersi, non sapere dove mangiare o annoiarsi, con le app dedicate!

Per iniziare a progettare il proprio itinerario c’è l’indispensabile London City Travel Guide. Non solo è gratuita, ma è possibile utilizzarla anche offline – senza preoccuparsi delle spese di roaming, una volta che sarai arrivato a destinazione! Contiene tutto quello che si deve sapere su Londra, consigli per godersi tutto nel migliore dei modi e la possibilità di condividere il proprio viaggio, momento per momento, con i propri amici di Facebook o di Twitter.

Se sei a Londra non puoi non prendere la metropolitana. Mind the gap! Con London Tube Map puoi orientarti senza fatica tra le – apparentemente – infinite linee che collegano una parte all’altra della città. Una semplice mappa, anche questa consultabile offline: per dimenticarsi, per una volta, della carta.

Belle le Olimpiadi, ma se per una volta vuoi cambiare aria, Museum of London: Streetmuseum, è l’app che fa per te, tutta da scoprire.

Chi vincerà?

Per programmare la tua avventura olimpica, c’è London 2012 Join In, che permette di sapere sempre cosa sta succedendo, mostrare la propria posizione agli amici su una mappa e impostare dei promemoria per non perdersi neanche una gara.

Con London 2012 Results, invece, sarà possibile essere sempre aggiornati sui risultati delle gare in tempo reale, con la possibilità di personalizzare la ricezione degli aggiornamenti scegliendo le nazioni da seguire.

Se invece pensi che non sia importante vincere, ma partecipare, puoi cimentarti con le gare di London 2012 – Official Mobile Game. Crea il tuo personaggio, allenalo e fallo diventare un campione!

Come guardare le Olimpiadi (o come evitarle)

L’evento più seguito?

Per due settimane e mezzo ogni quattro estati, si può scommettere che il pianeta impazzisce per lo sport. L’evento televisivo più seguito della storia non è stato lo sbarco sulla luna del 1969, o l’episodio di Dallas in cui si scopriva chi ha sparato a JR, o il matrimonio di Carlo e Diana. È stata la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Pechino. Oltre un miliardo di persone si sono sintonizzate su almeno una parte dello spettacolo. E 4,7 miliardi di noi (circa il 70% della popolazione mondiale) ha assistito al festival sportivo in un momento o nell’altro delle successive due settimane e mezzo.

A luglio del 2012 ci cascheremo tutti un’altra volta. Eppure, se siamo onesti, nel cuore della nostra esperienza olimpica c’è un grosso buco; la maggior parte di noi sa davvero poco sulla maggior parte degli sport per i quali all’improvviso impazziremo. Naturalmente, potete sempre stravaccarvi sul divano e tenere gli occhi aperti. Non c’è niente di male, ma per ottenere il massimo dalle Olimpiadi è di grande aiuto sapere COME GUARDARE gli avvenimenti. Ed è qui che entra in gioco questo libro: un programma di educazione alle Olimpiadi o, per essere precisi, un programma in cinque punti di informazioni cruciali e indispensabili per ciascuno sport.

Se invece vuoi proprio evitarle, ecco alcuni consigli:

Avoiding the Olympics infographic
Brought to you by Confused.com

Come guardare le olimpiadi

Ci sono molti modi per seguire le Olimpiadi…

[foto di x-ray delta one]

Certo, le Olimpiadi le puoi seguire seduto sul divano, in compagnia del ventilatore, anche perché i biglietti per assistere alle gare sono stati venduti nel giro di pochissimo tempo. Se però ti trovi a Londra in quel periodo, o hai intenzione di tentare la sorte e prenotare un viaggio, puoi approfittare di uno (o più) degli eventi olimpici gratuiti.
Con una passeggiata in quel di Hyde Park puoi goderti, durante la prima settimana di agosto, il triatlon – corsa, nuoto e ciclismo, solo per fisici resistenti. Le gare maschili si svolgeranno il 4 agosto, mentre quelle femminili il 7.
Vuoi vedere i maratoneti da vicino, perché per te nessuna competizione rappresenta meglio lo spirito delle Olimpiadi? Le gare sono in programma il 5 e il 12 agosto, e il percorso si svilupperà tra la Torre di Londra, la Cattedrale di Saint Paul e le Houses of Parliament. Nella stessa zona puoi assistere anche alle competizioni di marcia, il 4 e l’11 agosto, o alle gare di ciclismo su strada che, invece, si terranno alla fine di luglio: il 28 e il 29. Seguendo i ciclisti puoi anche fare tappa al Museo di storia naturale o a Buckingham Palace.
Se preferisci la vela, infine, hai solo l’imbarazzo della scelta: armati di crema e occhiali da sole e raggiungi Weymouth Bay o Portland Harbour in un giorno qualsiasi tra il 29 luglio e l’11 agosto.
Oppure, resta a casa e segui le Olimpiadi 2012 con noi!

Taekwondo: l’arte dei pugni e dei calci in volo

[di Korea.net]

Fu solo nel 2000 che il taekwondo fece il suo debutto olimpico ufficiale. I sud-coreani vinsero tre degli otto ori in palio a Sydney, ma la varietà dei paesi di provenienza delle altre cinque medaglie d’oro (Stati Uniti, Grecia, Cuba, Australia e Cina) fu altrettanto impressionante.

Quattro anni dopo, ad Atene, China e Taiwan eguagliarono gli ori della Corea del Sud, con due titoli ciascuna. I sud-coreani tornarono a dominare il medagliere a Pechino, vincendo la metà dei titoli in palio, ma il principale argomento di discussione fu il cubano Ángel Matos, già medaglia d’oro dei pesi medi a Sydney, che sferrò un calcio in faccia all’arbitro dopo avere subito una squalifica per aver superato un limite di tempo. Matos venne squalificato a vita; Fidel Castro espresse all’atleta la sua «totale solidarietà».

Ai Giochi di Pechino l’Italia conquistò la sua prima e sinora unica medaglia nel taekwondo, l’argento di Mauro Sarmiento nella categoria fino a 80 kg.

Voglia di film e popcorn? Puoi cercare di capire qualcosa di più sul Taekwondo guardando “I migliori” oppure “The Enemy“.
Oppure puoi provare direttamente l’esperienza grazie a questo gioco.

In attesa di ciò che accadrà durante le Olimpiadi 2012, qui sotto, invece: Matos all’opera!

Non solo Guglielmo Tell: il tiro con l’arco

Il tiro con l’arco è molto più che uno sport

[di Postaletrice]

Le gare di tiro con l’arco non avranno lo stesso impatto spettacolare di tante altre, ma ogni tiro offre una sequenza di emozioni: la tensione mentre l’arciere tende la corda; il colpo secco quando la freccia è scoccata; il sibilo del suo volo a 240 km/h; l’attimo dell’impatto. E il tiro con l’arco presenta spesso dei momenti altamente drammatici, come la finale al cardiopalma per la medaglia di bronzo a squadre ad Atene 2004, quando l’Ucraina sconfisse gli Stati Uniti 237-235. Compostezza anche sotto pressione, perfetto equilibrio e concentrazione; il tiro con l’arco olimpico è come una gara di meditazione con armi letali.

Vi state chiedendo cosa possa fare una freccia che vola a quella velocità? Basta rallentarla per rendersene conto:

Atene 2004: come la Cina perse l’oro

Un gentiluomo sa sempre come tuffarsi

La concentrazione è importante, alle Olimpiadi. E c’è chi usa armi di… distrazione di massa. Un consiglio: fate molta attenzione ai greci in tutù. Con ogni probabilità i cinesi avrebbero vinto un’altra medaglia d’oro nei tuffi ad Atene 2004, quando nella gara di sincronizzato Bo Peng e Kenan Wang arrivarono alla serie finale in netto vantaggio sui loro rivali. Prima del loro ultimo tuffo uno spettatore uscì di corsa dalle tribune, salì sul trampolino e si tolse i vestiti restando solo con un tutù.

Dopo un paio di minuti di comiche e sceneggiate si tuffò in piscina e fu quindi arrestato. L’arena si placò, ma gli scombussolati cinesi segnarono uno zero nel loro ultimo tuffo consegnando così ai greci la medaglia d’oro.

Ne succedono ogni quattro anni. Cosa ci aspetterà, in queste Olimpiadi 2012? Riguardiamoci la scena, per poter riconoscere il disturbatore, nel caso in cui si ripresentasse.

La storia di Knud Enemark Jensen

La storia del doping è lunga quanto quella dello sport agonistico e, probabilmente, è altrettanto lunga la lista delle vittime di pratiche volte a migliorare le proprie performance: a vincere.
Knud Enemark Jensen potrebbe essere un nome tra i tanti, in questa lista, se non fosse per le circostanze della sua morte, avvenuta durante le Olimpiadi di Roma nel 1960.

Era il 26 agosto e la temperatura si aggirava intorno ai quaranta gradi: un colpo di calore, hanno pensato tutti quando Jensen ha iniziato a stare male, a circa venti chilometri dal traguardo.
I compagni cercarono di sorreggerlo per aiutarlo ad arrivare fino in fondo, per ben dieci chilometri.
Rimasto solo, cadde – apparentemente a causa di una insolazione – fratturandosi il cranio: così riporta l’autopsia, che non fa però parola delle sostanze dopanti trovate nel corpo del giovanissimo ciclista.

La sua morte spinse il Comitato Olimpico a istituire una commissione medica apposita in occasione delle Olimpiadi invernali del 1968 a Grenoble e ai Giochi estivi di Città del Messico, nello stesso anno.

L’attrezzatura nel tennis

Nella prima incarnazione olimpica del tennis i giocatori utilizzavano racchette di laminato di legno, con la testa fatta di corde di budello animale su una superficie di circa 420 cm2. Al giorno d’oggi, le racchette sono generalmente costruite in fibra di carbonio mista a fiberglass e a svariate altre sostanze ipertecnologiche. Le teste sono molto più larghe rispetto alle loro antenate (fino a 880 cm2) e hanno un «punto buono» molto più ampio (l’area della testa della racchetta che conferisce la massima potenza e il massimo controllo). Le corde sono di materiale sintetico.

Le palline da tennis sono fatte di gomma vulcanizzata rivestita di feltro. Una volta estratte dai loro contenitori sottovuoto e sbattute su e giù per il campo perdono rapidamente il rimbalzo e la «peluria», iniziando a comportarsi in modo imprevedibile. Per questo motivo vengono spesso cambiate durante l’incontro.

Di solito l’All England Club pretende che i giocatori si vestano di bianco, ma per le Olimpiadi 2012 ha accettato di allentare la rigidità delle sue regole. Aspettatevi una rivoluzione di colori.

Per prepararci, assistiamo a una partita tra… Mac e Roe

[Immagine: Eadweard Muybridge, Animal locomotion – Boston Public Library]

Il calcio: roba da uomini? No!

Già stufi degli Europei, in spasmodica attesa delle Olimpiadi 2012? Sperate che il suggerimento di Monti, basta calcio per due o tre anni, venga seguito? Oppure siete di quelli a cui le partite non bastano mai? Chiunque voi siate, lustratevi gli occhi con qualche immagine d’epoca. Di calcio, certo, ma quello femminile. Com’erano le calciatrici di inizio Novecento?

Portsmouth, England, 1917

[Nationaal Archief]

La storia del calcio femminile è decisamente poco conosciuta. All’inizio si sviluppò in parallelo con quello maschile. La prima partita di cui si abbia conoscenza fu una vittoria per 7 a 1 ottenuta nel 1885 da una rappresentativa dell’Inghilterra settentrionale contro una dell’Inghilterra meridionale.

[Ross Griff]

Il primo torneo femminile organizzato fu inaugurato nel nord-est del paese nel 1917. Nota come Munitionette’s Cup, si giocava tra operaie delle fabbriche di armi della regione.

Dick Kerr’s Ladies, 1921

[Wikipedia]

La squadra più celebre dell’epoca era la Dick Kerr’s Ladies, formatasi in una fabbrica di munizioni di Preston. La squadra fece una tournée negli Stati Uniti, e nel giorno di Santo Stefano del 1920 richiamò una folla di 53.000 spettatori per una partita a Liverpool.

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